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ADRO. Legambiente esulta: «L'operazione avrebbe distrutto una perla naturalisitica come il laghetto del Sala»

pubblicato 01/lug/2011 11:57 da Mario Corioni

Lo stop al maxi polo turistico
scaccia il business dal sociale

Giancarlo Chiari

Soddisfatto il sindaco di Erbusco «La sentenza del Tar è un monito: progetti di questa portata vanno concordati con i Comuni limitrofi»

Venerdì 01 Luglio 2011

Il sindaco Isabella Nodari
Una sentenza destinata a tracciare un confine chiaro e per questo invalicabile fra le iniziative delle imprese private e l'attività delle cooperative di solidarietà bloccando uno scivoloso processo di osmosi fra il business e le iniziative a sfondo sociale. Il giorno dopo il pronunciamento, si moltiplicano le reazioni e i commenti sulla presa di posizione del Tar che ha affossato il progetto della Fondazione e della cooperativa Isparo che puntavano a creare un polo turistico di eccellenza, nell'area del laghetto del Sala, per dare lavoro a persone con problemi di disagio mentale.
CONTRO L'OPERAZIONE approvata dal Comune di Adro con una variante urbanistica nel dicembre 2009, avevano presentato ricorso ai giudici amministrativi il Comune di Erbusco e Legambiente. Il Tar aveva sospeso gli effetti della delibera invitando Isparo e Legambiente a trovare un accordo. Ma la trattativa per un'intesa non è mai partita e alla fine è arrivata anche la sentenza nel merito che ha annullato tutte le delibere e agli atti legati alla maxi operazione.
«SIAMO SODDISFATTI del pronunciamento del Tar - afferma il sindaco di Erbusco Isabella Nodari -, anche se è bene precisare che il ricorso ai giudici amministrativi sia stata una scelta drastica maturata dopo aver tentato inutilmente di convincere Comune di Adro e Isparo ad un confronto sugli aspetti problematici del progetto che pesava sulla viabilità e sulle fognature di Erbusco. Ci siamo battuti per la legalità e non abbiamo preclusioni per nessuno ma la sentenza chiarisce i confini della legittimità sia negli ambiti sia quando si toccano più territori». Isabella Nodari entra anche nel merito della sentenza. «Il tribunale, ordinando di revocare le delibere - osserva il sindaco di Erbusco -, ha affermato chiaramente che un progetto di questa portata richiede oltre a revisioni urbanistiche una condivisione comprensoriale perchè incide su servizi e la viabilità del Comune confinante. La sentenza invita anche a definire con chiarezza le funzione delle onlus e che anche per fini sociali le regole non si possono aggirare». Il sindaco sottolinea comunque la disponibilità offerta dal Comune di Erbusco. «Ci siamo impegnati cercando un confronto ed una condivisione facendo attenzione agli aspetti sociali e alle ricadute infrastrutturali su strade e fognature ed acqua del nostro paese - spiega -. Abbiamo atteso e procrastinato il ricorso al Tar per favorire l'incontro e capire la fattibilità del progetto. Isparo è stato incontrato più volte, anche dopo la sospensiva, per definire una soluzione condivsa ma sempre con esiti inconcludenti. Alla conferenza dei servizi chiesta dal Tar dopo la sospensiva la cooperativa non c'era e non si è entrati nel merito».
Soddisfatto anche il Circolo Legambiente Franciacorta. «Il progetto Isparo - osserva il portavoce Silvio Parzanini - avrebbe irrimediabilmente rovinato il laghetto. Il Tar fissa un principio destinato a fare giurisprudenza: un Comune non può proporre interventi di grande impatto ambientale con una procedura semplificata. I giudici - prosegue Parzanini -, che hanno tenuto conto del parere negativo della Soprintendenza, affermano che si devono seguire le procedure dell'ordinaria pianificazione urbanistica. Importante è anche la censura a Isparo che si è prestata a nobilitare un intervento che non avendo nulla di pubblico appare incompatibile con il suo ruolo di onlus. Speriamo si metta fine al tentativo maldestro di distruggere un ambiente significativo della Franciacorta e si metta invece mano a un progetto di tutela e valorizzazione del laghetto del Sala».