Immigrazione e accoglienza, don Albanesi replica all’attacco di Panebiancodi don Vinicio Albanesi, da vinicioalbanesi.it Nell'editoriale di venerdì 8 gennaio sul Corriere della Sera, Angelo Panebianco, a proposito di immigrazione, con pomposa figura retorica della dissimulazione, si chiedeva: "Non ci sono troppi prelati e Parroci che parlano ambiguamente di accoglienza senza mai mettere paletti?”. Essendo uno di quei Parroci, è utile rispondere senza ambiguità. Infatti molti prelati e parroci hanno detto: che ogni essere umano è uguale in dignità dovunque; che di fronte alla fame e alla guerra il primo diritto da tutelare è la sopravvivenza; che di fronte al pericolo di vita (si vedano gli sbarchi) è dovere umanitario salvare la vita delle persone; che gli ingressi irregolari avvenuti attraverso gli sbarchi sono solo l"8% del totale; che il problema dell’immigrazione è un problema strutturale e non emergenziale; che l’Europa non ha ancora seriamente affrontato il problema dell’immigrazione; che una seria politica di immigrazione passa dall’aiuto allo sviluppo dei paesi; che l’Italia ha ridotto gli aiuti internazionali pressoché vicino allo zero; che gli stranieri sono indispensabili ai paesi comunitari, dato l’invecchiamento della loro popolazione; che la Legge Bossi-Fini sull’immigrazione non avrebbe risolto i problemi; che gli stranieri regolari hanno un reddito medio inferiore del 40% dei lavoratori italiani; che gli stranieri regolari hanno dato un apporto lavorativo di 122 miliardi (dati 2007), costituendo il 9,2% del PIL nazionale; che gli stranieri regolari hanno versato contributi previdenziali per 7 miliardi (dati 2007), pari al 4% di tutti i contributi previdenziali pagati in Italia; che gli stranieri regolari contribuiscono al fondo pensioni, senza probabilmente, averne una; che la criminalità degli stranieri regolari è pressoché pari a quella degli italiani; che gli stranieri irregolari coprono funzioni a basso costo indispensabili per l’assistenza di vecchi e disabili (badanti): che gli stranieri irregolari sono occupati per la maggior parte nei lavori dell’edilizia, dell’agricoltura, della ristorazione, dell’assistenza; che esistono frange pericolose di stranieri irregolari; che a parità di doveri uno Stato democratico garantisce anche diritti. I fatti di Rosarno, di cui oggi l’opinione pubblica si occupa e preoccupa, erano ben noti da molto tempo. Conoscevano la situazione gli abitanti di Rosarno, le autorità amministrative, le forze di polizia, la magistratura, la Chiesa. Servizi fotografici, reportage, video erano a disposizione di tutta l’opinione pubblica (cfr. ad esempio qui). I prelati e i parroci hanno parlato a sufficienza e senza ambiguità di immigrazione, né hanno da vergognarsi di quanto detto. Peccato che quegli stessi prelati e parroci sono invocati e benedetti per il presepe e non sono graditi quando parlano di immigrazione: la stessa distanza che esiste tra la rappresentazione e la realtà. (12 gennaio 2010) |